Il Kamut: facciamo un po’ di chiarezza

14 Luglio 2015 | evidenza,NEWS

Grano

 

Cos’è il Kamut?

 

Il Kamut non è il nome di un grano, ma il marchio commerciale di una varietà di frumento (registrato con la sigla QK-77), coltivato con metodi biologici e venduto in regime di monopolio in tutto il mondo dalla società Kamut International Ltd, fondata nel Montana (USA) da Bob Quinn, dottore in patologia vegetale e agricoltore biologico.

 

Questa tipologia di cereale è chiamata Khorasan (dal nome della regione iraniana dove ancora oggi si coltiva) e appartiene allo stesso gruppo genetico del frumento duro. E’ anche chiamato “grano del faraone” nella convinzione che i semi siano stati ritrovati in una tomba egizia a metà del secolo scorso e spediti in Montana dove sono poi stati “risvegliati” e coltivati.

 

In realtà – e questo è il primo mito da sfatare – questa tipologia di grano è originaria del territorio compreso tra l’Anatolia e l’Altopiano iranico, ma senza andare così lontano, la possiamo trovare anche in Italia tra Lucania, Sannio e Abruzzo ed è la Saragolla (da non confondersi con una varietà migliorata di frumento duro e registrata dalla Società Produttori Sementi di Bologna).

 

I celiaci possono assumere il Kamut?

 

No, non potrebbero, infatti come tutte le tipologie di frumento, il Kamut è sconsigliato nell’alimentazione dei celiaci, perché contiene glutine (nonostante a volte la comunicazione pubblicitaria voglia alludere al contrario) che in alcuni casi può essere contenuto in misura superiore a quello di altri frumenti.

 

Quali sono i benefici del Kamut quindi?

 

Il Kamut, nonostante non sia adatto ai celiaci, ha buone proprietà nutrizionali: è infatti un grano ad elevato contenuto proteico e possiede buoni valori di beta-carotene e selenio.
Essendo un frumento esente da procedimenti di miglioramento genetico e per questo mantiene la sua “rusticità”, può risultare per questa ragione più facilmente digeribile, soprattutto da coloro che soffrono di intolleranze o allergie.

 

E’ sicuramente una tipologia di grano più “salutare” per certi aspetti, ma non ha del miracoloso e non è, come abbiamo già avuto modo di dire, lo stesso coltivato dai faraoni secoli e secoli fa. Il successo del Kamut lo si deve ad una buona comunicazione di marketing in cui la Kamut International ha sapientemente investito come nessuno aveva saputo o potuto fare prima, attribuendogli eccezionali qualità nutrizionali ed una presunta tolleranza per coloro che sono affetti da celiachia.

 

Quali sono le critiche principali che gli vengono mosse?

 

Le problematiche legate al Kamut sono essenzialmente 3:

 

  • il monopolio imposto da Kamut International su un prodotto che dovrebbe essere patrimonio di tutti, associando il Khorasan ad un marchio registrato, che non scade mai;
  • il prezzo decisamente elevato (3 o 4 euro al chilo rispetto ad altre farine di grano duro che hanno un costo inferiore all’euro) dovuto ai costi di trasporto e allo status di “cibo di lusso”  perché erroneamente associato a dei benefici per la salute;
  • una pesante impronta ecologica dovuta alla commercializzazione di un prodotto coltivato in America e che attraversa così una filiera molto lunga, contraria alla filosofia dei prodotti a chilometro zero.

   
  

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